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I libri della Torah dei Numeri e del Deuteronomio raccontano come gli israeliti conquistarono i territori a est del fiume Giordano che in seguito furono colonizzati dalle tribù di Ruben, Gad e metà di Manasse. Il Libro di Giosuè (in Profeti) presenta quindi la versione biblica ufficiale della conquista e dell'insediamento della Terra Promessa. Il popolo d'Israele, radunato sulla sponda orientale del Giordano, era pronto ad attraversare il fiume e conquistare la terra di Canaan.

Giosuè figlio di Nun, successore di Mosè, inviò dapprima delle spie e, incoraggiato dal loro rapporto sul timore dei Cananei, decise subito di attaccare Gerico, la città più forte della zona. La caduta miracolosa di Gerico aprì la strada nell'entroterra. Giosuè guidò il suo popolo verso sud, poi verso le colline della Giudea e poi a nord, in una serie di campagne di successo coronate dalla conquista di Hazor, la città più forte del nord. La cattura di Sichem non è menzionata, ma la Bibbia afferma che una volta completata la conquista, il popolo d'Israele si riunì lì per un'assemblea nazionale, un'indicazione che Sichem era già nelle mani delle tribù d'Israele.

Discrepanze: Libro di Giosuè vs. Libro dei Giudici

La validità storica di questo resoconto della conquista è molto dubbia. L'analisi di altri testi biblici rivela molte discrepanze. Il Libro dei Giudici (anche in Profeti) racconta campagne separate da singole tribù; e, sebbene collochi gli eventi dopo la morte di Giosuè, costituiscono di fatto una versione diversa della storia della conquista. Il Libro di Giosuè descrive una campagna ben organizzata di un popolo unito da un comune obiettivo nazionale, mentre il Libro dei Giudici riporta molte battaglie separate contro i popoli cananei condotti da singole tribù o da alleanze temporanee di diverse tribù, ampliando i loro territori a spese delle loro vicinato.

Inoltre, secondo il Libro di Giosuè, l'intero paese fu preso dagli israeliti, mentre il Libro dei Giudici rivela che uno dei gravi problemi delle tribù era la lotta costante con le enclavi cananee che mantennero con successo la loro indipendenza.

Infine, nel periodo coperto dal Libro dei Giudici, le tribù erano guidate da comandanti locali (i giudici) e non c'era un unico leader nazionale. L'editore del Libro dei Giudici lo considerava un segno di disintegrazione sociale in seguito alla morte di Giosuè, punizione divina per errori di idolatria. Gli studiosi moderni, tuttavia, ritengono che lo stato di anarchia riflesso nel Libro dei Giudici sia più vicino al vero processo storico della colonizzazione di Canaan.

Reperti archeologici

Infine, la ricerca archeologica non ha trovato tracce di un'improvvisa e violenta distruzione delle principali città cananee. Gerico, per esempio, chiaramente non fu distrutta al tempo di Giosuè. D'altra parte, gli scavi rivelano che molti piccoli insediamenti iniziarono a emergere alla periferia delle città cananee esistenti, non al loro posto. Le strutture abitative e le ceramiche tipiche dei seminomadi indicano un lungo processo di colonizzazione piuttosto che una breve guerra di conquista totale.

Sulla base di tali prove, gli studiosi moderni offrono tre teorie di base riguardanti la conquista e l'insediamento della terra. I primi due accettano in sostanza la verità storica della storia dell'Esodo; uno suggerisce due grandi ondate di emigrazione dall'Egitto, che raggiunsero Canaan separatamente nell'arco di diversi decenni e occuparono la terra; la seconda teoria propone un flusso migratorio continuo di tribù nomadi dall'Egitto attraverso il Sinai, e anche dalla Mesopotamia, che si sono raccolte attorno a centri religiosi comuni, hanno stretto alleanze in tempi di crisi e alla fine si sono consolidate in un'unica nazione.

Il terzo modello è molto più cananeo e sminuisce l'importanza degli elementi etnici stranieri. Secondo questa concezione, il nucleo della nazione d'Israele era formato da schiavi e oppressi in Canaan che abbandonarono i loro padroni e si stabilirono fuori città. A loro si unirono forse negli anni tribù nomadi del deserto del Sinai, ma non potevano essere molte. In ogni caso, tutti gli elementi oppressi si unirono per insorgere contro i loro antichi signori e si impadronirono della terra. Nel processo si sono evoluti in una società nazionale che ha inventato per sé la tradizione di un passato comune.

Ristampato con il permesso di A Historical Atlas of the Jewish People edito da Eli Barnavi e pubblicato da Schocken Books.

Torah

Pronunciato: TORE-uh, Origine: ebraico, i cinque libri di Mosè.

Che cos'è Canaan per gli ebrei

Gli israeliti occuparono e conquistarono la Palestina, o Canaan, a partire dalla fine del II millennio aC, o forse prima; e la Bibbia giustifica tale occupazione identificando Canaan con la Terra Promessa, la terra promessa da Dio agli Israeliti.

Il giudaismo ha avuto origine in Canaan

Le origini del giudaismo risalgono a più di 3500 anni fa. Questa religione è radicata nell'antica regione del vicino orientale di Canaan (che oggi costituisce Israele e i territori palestinesi). L'ebraismo è emerso dalle credenze e dalle pratiche del popolo noto come "Israele".

Come si chiama Canaan oggi

La terra conosciuta come Canaan era situata nel territorio del Levante meridionale, che oggi comprende Israele, la Cisgiordania e Gaza, la Giordania e le parti meridionali della Siria e del Libano.

In che religione è Canaan

La religione cananea era il gruppo di antiche religioni semitiche praticate dai cananei che vivevano nell'antico Levante almeno dalla prima età del bronzo fino ai primi secoli d.C. La religione cananea era politeista e, in alcuni casi, monolatristica.